E' obbligatoria l'installazione degli impianti anticaduta (linee vita) UNI EN 795?

L' art. 15 del Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro (D.L.vo 81/2008) chiarisce che gli impianti anticaduta dalle coperture da utilizzare con DPI sono obbligatori in assenza di dispositivi di protezione collettiva.

Cosa vuol dire installazione obbligatoria?

Significa che se devo fare manutenzioni che richiedono l'accesso alla copertura non posso salire se non in presenza dell'impianto. Inoltre le norme regionali di alcune regioni, sia le provinciali che le locali, obbligano in caso di interventi edilizi che eccedono la manutenzione ordinaria ad installare questi impianti. Quindi anche se per l'intervento sto utilizzando opere provvisionali e quindi di protezione collettiva, se il mio intervento supera la manutenzione straordinaria quando lascio la copertura deve essere stato installato l'impianto anticaduta. L'obbligatorietà deriva anche dal fascicolo di manutenzione dell'opera ex D.L.vo 81/2008.

Paura di forare la copertura?

Si tratta spesso di paure infondate. Veneto Linea Vita è esperta e si avvale di manodopera qualificata. Esistono prodotti in commercio in grado di eliminare tutti gli inconvenienti dovuti alla foratura del tetto. Siamo in grado di far fronte a qualsiasi problema. La normativa richiede che i fissaggi siano "strutturali" e quindi bisogna ancorarsi in modo da potere resistere alle sollecitazioni trasmesse dagli ancoraggi anche forando la copertura per raggiungere gli elementi strutturali.

Paura delle infiltrazioni di acqua piovana?

Veneto Linea Vita utilizza prodotti contro le infiltrazioni di ultima generazione, non i comuni sigillanti siliconici, quindi il rischio di infiltrazione viene eliminato sul nascere.

Paura dei ponti termici?

Per i ponti termici si possono adottare particolari procedure e coibentazioni che limitano gli effetti del ponte, anche se parlare di ponte termico per un elemento di 1 cm di diametro è quasi ridicolo.

Si può fissare la linea vita sulla lamiera?

Si sconsiglia l'utilizzo dell'ancoraggio diretto su lamiere o pannelli sandwich in quanto non costituiscono elementi strutturali e non sono in grado di garantire i carichi previsti dalla normativa. Nel caso non vi siano alternative, comunque, si potrà adottare tale sistema previo parere di Tecnico Abilitato.

Che significa classe/tipo A?

Nel dicembre 2012 è uscita la UNI EN 795:2012 che ha abbandonato la precedente classificazione di classe introducendo quella di tipo. La nuova norma cambia metodi di prova, numero di operatori e altri aspetti ma non la principale diferrenza tra le classi così che la vera differenza è l'accorpamento in un unico "tipo A" dei componenti di classe A1 e A2.

Posso utilizzare un ancoraggio in classe/tipo A per collegare una linea in classe/tipo C?

No, perchè le norme UNI EN 795 prevedono caratteristiche diverse per gli ancoraggi in classe/tipo A rispetto agli ancoraggi strutturali di una linea in classe/tipo C. Mentre per gli ancoraggi in classe/tipo A è previsto un carico di caduta di 600 kg direttamente applicato sull'ancoraggio in tutte le direzioni previste in sede di certificazione, gli ancoraggi strutturali in classe/tipo C devono essere dimensionati per sollecitazioni indirette che vengono trasmesse dalla fune (linea di ancoraggio) sulla quale viene applicato il carico di caduta di 600 kg. Tali azioni aumentano notevolmente il carico sugli elementi anticaduta. Per questo linee vita improvvisate o "fai da te" sono categoricamente illegali e pericolosissime.

Si può utilizzare un ancoraggio strutturale di classe/tipo C come punto classe/tipo A?

Si perchè sono sovradimensionate quindi sufficienti a resistere ai carichi prescritti, sempre che il punto di ancoraggio sia meccanicamente idoneo, ovvero permetta l'ancoraggio diretto del DPI, e il produttore ha specificato l'utilizzabilità in classe/tipo A, l'ancoraggio strutturale è considerabile come utilizzabile come punto classe/tipo A.

Quale è il carico di rottura della fune?

Le funi generalmente utilizzate come linee di ancoraggio hanno le seguenti caratteristiche: la fune di 8 mm a 19 fili in acciaio inox AISI 316 ha un carico di rottura prossimo ai 4900 kg; la fune di 8 mm a 49 fili in acciaio inox AISI 316 ha un carico di rottura prossimo ai 3600 kg;la fune di 8 mm a 133 fili in acciaio inox AISI 316 ha un carico di rottura prossimo ai 3400 kg; il fattore di intestatura può ridurre il carico fino al 40% nel caso di redance e morsetti mentre nel caso di intestatura diretta fino al 10%.Quale è il carico massimo applicabile alla fune?Il carico massimo si calcola riducendo il carico di rottura del fattore di intestatura.

Quali sono le principali differenze tra una linea in classe C e una tipo C?

La norma UNI 795:2012 è per un solo operatore e pertanto le linee di "tipo C" devono essere testate ed essere utilizzate da 1 solo operatore. Per le linee in "classe C" la norma UNI EN 795:2002 propone test che possono ricomprendere l'utilizzo contemporaneo da parte di più operatori.

Quanti operatori possono accedere contemporaneamente su una linea in classe C?Dipende dal fornitore, solitamente 3.

Come mai su alcune linee viene inserito il componente per bloccare il DPI?

In molti casi, per garantire il corretto ancoraggio della linea è opportuno montare i pali in posizioni che non devono essere direttamente raggiungibili dall'operatore. Ciò si ottiene inserendo sulla linea il dispositivo di blocco che impedisce al gancio dell'operatore di percorrere una parte della linea che viene quindi ad assumere una funzione strutturale. L'esperienza ha mostrato che questa soluzione è a vantaggio della sicurezza in quanto riduce le manovre che devono essere effettuate dall'operatore. Anche in questo caso è fondamentale la corretta informazione dell'operatore.

Come posso limitare l'effetto pendolo?

Per limitare l'effetto pendolo si deve usare o una triangolazione mediante l'uso contemporaneo di due ancoraggi o si devono inserire dei punti di deviazione che, non essendo definibile la direzione di tiro, devono essere in classe A1

Come posso essere sicuro della tenuta dell'ancoraggio?

Con riferimento all'edizione 2002 della norma, se sono rispettate le istruzioni per l'installazione che accompagnano il componente la tenuta è garantita dalle prove tipo effettuate dal produttore. In nessuna parte della norma 795:2002 si usa l'espressione "collaudo" ma nell'appendice "A" vengono fornite alcune indicazioni in forma non cogente finalizzate a guidare l'installatore in alcune verifiche sul fissaggio dei componenti. Per essere sicuri della tenuta di un ancoraggio, nel caso in cui non siano note le caratteristiche del materiale di supporto, è necessario effettuare delle prove di estrazione del fissaggio. Si ricorda che l'applicazioni di carichi sui componenti in fase di verifica ne può comportare la sostituzione ancora prima della messa in esercizio dell'impianto.

Devo effettuare il collaudo statico?

Il collaudo statico di un impianto anticaduta non è obbligatoriamente richiesto dalla norma: in generale i collaudi devono essere effettuati da un tecnico abilitato che sia terzo e che non abbia partecipato nè alla progettazione nè alla direzioni dei lavori e quindi alla realizzazione dell'impianto. E' escluso che il collaudo possa essere effettuato dallo stesso installatore.

Quale collaudo effettua l'installatore?

L'installatore non deve effettuare un "collaudo statico" bensì una verifica funzionale detta anche impropriamente "collaudo funzionale". Questo consiste nel verificare che tutti i componenti siano stati correttamente disposti sulla copertura e che siano raggiungibili secondo lo schema progettuale e con i DPI previsti. L'installatore che opera questa verifica deve quindi percorrere tutta la copertura utilizzando i DPI, controllare i percorsi di accesso e successivamente in caso di esito positivo dichiarare l'uitilizzabilità e fruibilità dell'impianto.

Quale documentazione mi deve essere fornita con l'impianto?

La norma prevede che il produttore fornisca, con la fornitura del prodotto, un manuale di installazione ed uso. Questo deve essere obbligatoriamente presente in ogni fornitura insieme alle schede tecniche dell'impianto e le certificazioni dei componenti (generalmente integrata nella scheda tecnica). Poichè il manuale fornito dal fabbricante non può comprendere tutte le casistiche installative, è necessario che venga predisposto uno specifico fascicolo tecnico dell'impianto che preveda, oltre alla descrizione delle caratteristiche dello stesso, una planimetria dell'impianto e i registri di accesso alla copertura e di manutenzione dell'impianto (fascicolo fornibile da Veneto Linea Vita).

E' obbligatoria la marcatura dei componenti?

Il punto 6 della UN EN 795:2002 cosi come della UNI EN 795:2012 richiedono che i componenti siano marcati secondo la EN 365. Veneto Linea Vita utilizza solo prodotti con marchio di identificazione comprendenti le ultime due cifre dell'anno di costruzione, il nome, il marchio o un'altro identificativo, il numero di lotto o di serie del componente. I componenti devono essere marcati in modo chiaro, indelebile e permanente con una metodologia che non abbia effetti dannosi sul materiale. Cartellini adesivi, anche se indelebili, non garantiscono tenuta meccanica e resistenza ad eventuali abrasioni.A cosa serve il cartello?Il cartello è fondamentale, contiene le informazioni sull'impianto ed evidenzia che deve essere letto il fascicolo tecnico e quello d'uso e manutenzione prima di utilizzare l'impianto: il cartello deve essere posto in prossimità dell'accesso all'impianto, in posizione ben visibile ancora prima dell'accesso alla copertura e deve essere imputrescibile e indelebile.

Posso mettere il cartello sugli ancoraggi?

La risposta è negativa. Il cartello contiene indicazioni e informazioni che sono propedeutiche all'utilizzo dell'impianto. Se le devo leggere sull'ancoraggio vuol dire che sto già utilizzando l'impianto senza avere prima acquisito le necessarie informazioni.

Cosa è la certificazione?

E' un documento riassuntivo che contiene tutte le informazioni relative all'impianto e ne dichiara la conformità alla norma UNI EN 795. La certificazione è un documento che deve essere consegnato al titolare dell'impianto (proprietario, legale rappresentante, ecc....) dal soggetto che ha installato e verificato l'impianto. Il costruttore accompagna ogni prodotto che commercializza con i documenti previsti dalla EN 795. Questi costituiscono la sola certificazione di prodotto che deve essere parte integrante della certificazione di impianto che dovrà essere predisposta dall'installatore dell'impianto

Cosa è la certificazione dell'installazione o dichiarazione di corretta posa in opera (CPO)?

E' il documento finale emesso dall'installatore dell'impianto che dichiara che lo stesso è stato installato secondo le istruzioni del fabbricante e che i componenti utilizzati sono conformi alla norma EN 795 di riferimento (impianto permanente o amovibile) e che l'impianto è stato sottoposto a verifica funzionale.

Cosa è la garanzia dei componenti?

La garanzia è un obbligo del produttore alla sostituzione dei componenti che risultino difettosi all'origine.La garanzia decennale può escludere la manutenzione?La garanzia del componente e la manutenzione dell'impianto sono due aspetti completamente distinti: la garanzia non esclude la manutenzione. La norma UNI EN 795 per la manutenzione rimanda per quanto applicabile alla EN365. Quest'ultima richiede che il sistema sia esaminato e/o sottoposto a manutenzione almeno 1 volta all'anno.

Chi può effettuare la manutenzione?

La manutenzione deve essere effettuata da una persona competente autorizzata dal fabbricante. VENETOLINEAVITA è abilitata alla manutenzione e revisione di qualsiasi linea vita.

Quando devo effettuare la manutenzione straordinaria?

Tutte le volte che l'impianto interviene trattenendo l'operatore in caduta deve essere effettuata una manutenzione straordinaria, manutenzione che generalmente comporta la sostituizione del componente e del sistema di fissaggio.

FAQ - Domande frequenti sulla Linea Vita

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