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Cadute dall'alto: La Norma UNI 17235:2024

La norma UNI EN 17235:2024 rappresenta una svolta epocale per la sicurezza nei lavori in quota, definendo i requisiti, i metodi di prova e i criteri di conformità per i dispositivi di ancoraggio e i ganci di sicurezza installati in modo permanente su edifici e opere di ingegneria civile. Il testo colma un vuoto normativo storico, tracciando un confine netto rispetto ai Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) temporanei, offrendo a progettisti, produttori e installatori un quadro di riferimento finalmente stabile.

 

Il Contesto Storico e la Svolta della Marcatura CE

Per anni, i sistemi di ancoraggio fissi permanenti (le cosiddette linee vita stabili) hanno sofferto di un'intrinseca ambiguità giuridica. La vecchia norma UNI EN 795 era nata sotto l'ombrello dei DPI regolati dal Regolamento UE 2016/425. Tuttavia, la Corte di Giustizia Europea aveva stabilito che tutto ciò che viene fissato stabilmente a un edificio non può essere considerato un dispositivo individuale rimovibile, bensì un prodotto da costruzione.

Di conseguenza, gli ancoraggi fissi erano rimasti esclusi dalla marcatura CE ai sensi dei DPI, creando un mosaico di leggi regionali per colmare il vuoto. La UNI EN 17235:2024 risolve alla radice questa problematica. Essendo armonizzata ai sensi del Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR 305/2011), la norma sancisce l'obbligo tassativo della marcatura CE per tutti i sistemi di ancoraggio permanenti immessi sul mercato. 

Per garantire prodotti sicuri, la norma impone il severo sistema di valutazione e verifica della costanza della prestazione noto come Sistema 1+. Questo regime prevede che il fabbricante implementi un rigoroso Controllo del Processo di Fabbrica (FPC), mentre un Organismo Notificato esterno deve effettuare l'ispezione dello stabilimento, le prove di tipo sul prodotto e sorvegliare periodicamente la produzione con audit costanti.

 

Dal Singolo Componente alla Logica del "Kit"

Il mutamento filosofico più radicale introdotto dalla UNI EN 17235:2024 riguarda il superamento della logica del singolo componente industriale isolato. Un sistema anticaduta non viene più valutato per i suoi singoli pezzi sciolti (un palo o un morsetto), ma viene concepito esclusivamente come un kit completo e integrato.

Il fabbricante deve immettere sul mercato un pacchetto unitario che include tassativamente:

  1. L'elemento di ancoraggio principale.

  2. Gli accessori intermedi, i dissipatori di energia e i terminali.

  3. Il sistema di fissaggio specifico configurato e testato per la struttura portante di destinazione (calcestruzzo, legno strutturale, acciaio o muratura). 

In questo modo, la responsabilità della tenuta dell'intero sistema ricade sotto la certificazione del produttore, riducendo i margini di errore in cantiere. La norma riorganizza la vecchia classification della EN 795 in quattro categorie distinte di Kit:

  • Kit A: Dispositivo di ancoraggio singolo o puntuale.

  • Kit B: Gancio di sicurezza specifico da tetto.

  • Kit C: Linea di ancoraggio flessibile orizzontale (cavo metallico).

  • Kit D: Linea di ancoraggio rigida orizzontale (rotaia o binario).

 

Test di Laboratorio e Requisiti Prestazionali

I protocolli di collaudo imposti dalla UNI EN 17235:2024 sono nettamente più severi rispetto al passato. La novità principale è l'introduzione di test dinamici e statici multi-utente obbligatori per i sistemi a linea di ancoraggio (Kit C e Kit D). Se il sistema è dichiarato per l'uso simultaneo di più operatori, i test devono simulare la caduta contemporanea o in sequenza ravvicinata di più corpi da 100 kg, verificando la tenuta strutturale dell'intero insieme.

Le prove statiche prevedono l'applicazione di carichi elevati mantenuti nel tempo per garantire l'assenza di deformazioni critiche. Inoltre, viene introdotto un focus stringente sulla durabilità ambientale, richiedendo prove accelerate in nebbia salina differenziate a seconda del luogo di installazione. Un'altra novità riguarda l'impermeabilità all'acqua: i kit che attraversano il manto di copertura devono integrare sistemi di sigillatura testati per prevenire infiltrazioni ed evitare il degrado precoce delle strutture sottostanti.

 

Impatto sulla Filiera: Progettisti e Installatori

La norma UNI EN 17235:2024 riscrive profondamente il perimetro delle responsabilità operative di tutte le figure coinvolte nella filiera delle linee vita.

Il progettista non può più inserire nei disegni un generico elenco di pali e cavi da assemblare. Ha l'obbligo di selezionare un Kit marcato CE idoneo alla specifica struttura portante dell'edificio e calcolare le forze di reazione basandosi sui dati ufficiali forniti dal fabbricante nel manuale tecnico. L'installatore diventa l'esecutore di una configurazione pre-certificata. Non ha la facoltà di modificare i componenti o di utilizzare sistemi di fissaggio diversi da quelli validati dal produttore. La sua qualifica professionale deve inoltre rispondere ai requisiti stabiliti a livello nazionale dalla norma UNI 11900.

In conclusione, la norma UNI EN 17235:2024 rappresenta una pietra miliare che eleva i livelli di sicurezza nei cantieri europei. L'introduzione della marcatura CE sotto il regolamento CPR cancella le incertezze legali e garantisce sistemi stabili e trasparenti.

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